Oratorio SS.MO SACRAMENTO al Tritone - ROMA Attività Liturgica caritativa: L'oratorio è aperto tutti i giorni ( eccetto il lunedì ) dalle ore 07.30 alle ore 23.00 ininterrottamente. La domenica viene celebrata una Santa messa Solenne alle ore 17.00 alla quale per tradizione partecipano i poveri e bisognosi della città di Roma. Al termine della Santa Messa viene consegnato ad ogni partecipante un pacco viveri settimanale. Questa attività di Carità è stata istituita nel 1998 in ricordo di Mons. Luigi Di Liegro che è stato rettore della chiesa per ben 30 anni. Don Luigi Di Liegro è stato il fondatore della Caritas di Roma ed ha contribuito largamente alla affermazione della Carità come vita ed impegno concreto dei cristiani. Durante l'estate la Chiesa rimane aperta fino alle ore 24.00 a motivo dei tanti turisti che per visitare Fontana di Trevi, passano davanti all'Oratorio ed entrano per ammirarne le bellezze sia architettoniche che pittoriche. Nei mesi di giugno, luglio ed agosto in serata ( ore 18.oo e 22.00 ) si recita il Santo Rosario. Durante l'anno la Chiesa è luogo privilegiato per concerti classici e moderni, per conferenze ad altissimo livello culturale nonché presentazioni di libri religiosi e dibattiti su temi scottanti di vita , morale e società. L'Oratorio è disponibile alle richieste delle varie Associazioni e dei vari Enti e Fondazione che chiedono ospitalità per le loro inziative. Oratorio del SS. Sacramento al Tritone - P.zza Poli (Roma) Venne edificato nel 1727-30 per la confraternita del SS. Sacramento di S.Maria in Via sul luogo di un oratorio secentesco, con accesso dal vicolo del Mortaro, decorato con una Vergine affrescata da Perin del Vaga. Le confraternite del SS. Sacramento sorsero nel sec. XVI in concomitanza con il diffondersi di eresie che mettevano in dubbio la reale presenza del Cristo nell' Eucarestia, si andarono infine potenziando nel clima di reazione controriformista nella seconda metà del secolo. Una di esse, con sede nella chiesa di S. Maria in Via, sarebbe sorta appunto in quest' epoca, utilizzando per le riunioni un locale posto a fianco della sagrestia della chiesa. Il 5 settembre 1576 questo sodalizio veniva eretto in confraternita da Gregorio XIII. La confraternita prospero' grazie ai sostanziosi lasciti da parte dei fedeli: fra questi mons. Giovanni Battista Canobi, primo segretario di Papa Gregorio XIII e di Papa Clemente VIII le lascio' un palazzo e una vigna, con relative rendite, per provvedere a far sposare le fanciulle povere delle vicine parrocchie di S.Maria in Via e S Marcello. La confraternita esercito' attivita' di assistenza spirituale, assistenza ai confratelli bisognosi o ammalati, la distribuzione del viatico agli infermi e la sepoltura dei morti. I confratelli vestivano un saccone bianco con cordone nero e sul petto l' emblema del SS. Sacramento. Dopo un periodo di grande floridezza economica, durante il quale venne realizzata l'attuale chiesa (fra il 1726 e il 1736), le sorti della confraternita cominciarono a declinare: nel 1796 tutti gli arredi sacri e preziosi vennero requisiti per volontà di Papa Pio VI per far fronte al pesante versamento in denaro imposto alla Santa Sede dall'armistizio del 23 giugno 1796 con i Francesi. Nel 1890 fu la volta di tutti i beni patrimoniali che passarono al demanio. Nel 1724 i membri della confraternita decisero la costruzione di un nuovo oratorio: vennero acquistate due case su Piazza Poli e si demoli' il vecchio oratorio e una casa ad angolo fra Piazza Poli ed il vicolo del Mortaro. In quegli anni era protettore della confraternita il Cardinale Pietro Ottoboni, collezionista e mecenate tra i più illustri del suo tempo, che impose l'architetto Domenico Gregorini come progettista della nuova sede.La chiesa venne inaugurata il 5 dicembre 1728 con la prima riunione della congregazione. L'anno successivo fu posto sull'altare maggiore il bel dipinto di Francesco Trevisani, altro protetto dell'Ottoboni, raffigurante la Sacra Famiglia: S.Anna e S.Gioacchino, donato dallo stesso cardinale, che l'8 settembre 1731 presenzio' alla consacrazione dell'altare maggiore. Questo venne rifatto negli anni 1841-42 su disegno di Luigi Maria Valadier, architetto della confraternita. Nuovi restauri furono inoltre compiuti nella chiesa fra il 1865 e il 1866. L'apertura di Via del Tritone nel tratto compreso fra Largo Chigi e Via Due Macelli (1883-1889) comporto' l'abbattimento del fabbricato con quattro ordini di finestre posto subito a destra dell'oratorio, simile a quello tuttora esistente sul lato sinistro. Esterno: la graziosa facciata è un bell'esempio di "barocchetto romano" caratterizzato dall'alternanza di superfici concave e convesse nell'ordine superiore: rielaborazione di temi borrominiani avviati dal Gregorini.L'effetto originario per cui la facciata mossa e articolata appariva bloccata fra i due sobri palazzetti laterali si è tuttavia perso dopo il taglio dell'ala destra per il prolungamento di Via del Tritone fimo a Largo Chigi (1888). IL bel portale è fiancheggiato da colonne binate che sostengono un timpano spezzato: su due riccioli di questo sono poste le statue della Fede e della Speranza di Paolo Benaglia, eseguite nel 1728. Interno: ealizzato su disegno del Gregorini è stato sensibilmente alterato nella decorazione dal restauro effettuato dall'Armellini negli anni 1865-67. E' a pianta rettangolare con angoli fortemente smussati nei quali si aprono quattro porte, e copertura a botte lunettata, illuminata da un lanternino centrale. Il pavimento originario in mattoni è stato sostituito dall'Armellini con lastre in marmo. Tutta la decorazione pittorica dell'interno, con Angeli nelle specchiature della volta, Stemmi di Pio IX e del card. Costantino Patrizi(protettore della confraternita al momento del restauro) nelle lunettature, e figure di Evangelisti nei riquadri sulle pareti, spetta al pittore Luigi Martinori. Nei lavori ottoncenteschi sono evidentemente andate perdute le "pitture degli ovati" che fonti documentarie asseriscono essere state realizzate dal pittore Giovan Domenico Piastrini (presente anche nel vicino Palazzo Poli ed in S.Maria in Via ) nel 1729. A destra dell'ingresso è una cappellina con un dipinto raffigurante la Madonna Addolorata. Segue in un ovato un S.Luca del Martinori. Sulla stessa parete una lapide ricorda i restauri eseguiti nel 1886 dall'Armellini su incarico del card.Patrizi. Segue un altro dipinto del Martinori con S.Giovanni Evangelista e quindi sulla porta oggi murata, che permetteva l'accesso ad alcuni locali dell'edificio (ora demolito) a destra della chiesa, una lapide ricorda il dono del quadro del Trevisani.L'altare, costruito da Luigi Valadier nel 1842, racchiude le reliquie dei Ss.Ciriaco, Ilaria e Lea ed un frammento del velo della Vergine e del manto di S.Giuseppe ai quali la chiesa è dedicata. Il bel dipinto con la Sacra famiglia S.Anna e S.Gioacchino è opera tarda di Francesco Trevisani, datata 1729 e siglata dal pittore sulla base della culla.Sullle pareti della cappella maggiore sono due affreschi raffiguranti il profeta David (a d.)e il sacerdote Aaron (a sin.) dipinti da Pietro Gagliardi negli anni 1854-55 come saggio di un'intera decorazione avente per tema l'Immacolata Concezione, il cui dogma era stato dichiarato da Pio IX appunto l'8 dicembre 1854. Sulla porta sinistra dell'altare, una lapide ricorda il lascito Canobi. La parete sinistra è decorata con le figure degli Evangelisti Marco e Matteo, del Martinori;al centro della parete due lapidi:una ricorda la posa della prima pietra, l'altra l'attività svolta da Valeriano Sebastiani (che fu primicerio della confraternita), in difesa della donazioni Canobi.La controparete di facciata è decorata da un'imponente cantoria e dall'organo settecentesco sorretta da mensoloni e comunicante con due coretti laterali.Particolare rilevanza l'organo ottocentesco,posto a destra dell'altare maggiore, di origine napoletana, funzionante elettricamente.